Sta per scoccare la mezzanotte. I ragazzi ce lo ricordano con gli immancabili mortaretti e petardi che scoppiano fragorosamente. Lo spumante è pronto per gli auguri. Il cenone quasi consumato.
Da che parte guardiamo? Avanti o indietro? C’è sempre il rischio di ripetersi. Ma proviamo.
Quale è stato il botto più grosso del 2007? Quale sarà il prossimo? Governo, scena internazionale, scioperi, aumenti indiscriminati dei prezzi … Ne sentiamo e leggiamo a volontà. Alla TV, alla Radio, sui giornali, nei salotti e nei ristoranti. Ovunque si commenta. Abbiamo un lungo commento da buttare giù.
Vale la pena? Se la risposta fosse positiva, dovremmo avere qualcosa davvero interessante da dire. Se no, meglio lasciare perdere. Perché correre il rischio di ripetersi e quindi indispettire i lettori fin dall’inizio? Nel caso specifico i parrocchiani …
Quello che voglio scrivere spero di riuscire a farvelo leggere.
L’avvenimento dell’anno è che abbiamo conservato la fede, magari rendendola anche un po’ più matura (non vecchia, usurata), cosciente, consapevole, comunitaria. Lo deduco dal fatto che stiate leggendo e dal fatto che vi aspettate nuove visioni, un Bambino, una Famiglia Santa (per quanto strana … dovrei dire moderna?), una Cometa.
Essere visionari corrisponde alla fantasia, alla creatività, alla speranza. Possiamo trovare anche la lettera del Papa su questo tema, basta scaricarla da www.vatican.va
Così c’è già l’augurio. Rivolto a quei giovani che si stanno costruendo la casa (blocchetti e cemento, quanto pesano) e a quelli che l’hanno fatta tanti anni fa e ora non gli piace più, e a quelli che la stanno sfasciando: direi loro, prima della rottamazione, ripercorrete le vie della gioventù, dei sogni e delle attese e cercate il cuore. Chissà che il miracolo non riesca ancora. Auguri a tutti, per una santa famiglia e un 2008 santo.
P. Vincenzo Molinaro
Tags: 2008, auguri, buon anno

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