Messaggio Dell’arcivescovo Di Lucca E Del Rettore Generale Omd
In Occasione Del Iv Centenario Della Morte Di San Giovanni Leonardi
É tempo di Giubileo!
Fratelli e sorelle carissimi, l’Anno Giubilare che la Chiesa ci dona in occasione del IV centenario
della morte di San Giovanni Leonardi, presbitero lucchese, fondatore dei Chierici Regolari della
Madre di Dio, con fondatore del Collegio Urbano di Propaganda Fide e Patrono dei farmacisti, ci ha
motivati a dirigere alla Chiesa che é in Lucca e a tutta la famiglia Leonardina questo messaggio
quale annuncio gioioso di un evento di grazia che si ripropone in modo specialissimo ed occasione
per un nostro rinnovato impegno. L’inizio di questo singolare anno di grazia, di indulgenza, di
pellegrinaggio e di giubileo avrà luogo a Lucca il 4 e 5 ottobre 2008, per poi concludersi a Roma il
9 ottobre 2009. Lungo tutto l’anno giubilare molte altre comunità, sia in Italia che all’estero,
gioiranno per questo dono, mentre molteplici iniziative pastorali, culturali e sociali, ci aiuteranno a
conoscere meglio questo gigante della santità.
Abbiamo bisogno dei Santi.
Il santo è l’uomo vero. Un uomo vero perché aderisce a Dio e quindi all’ideale per cui è stato
costruito il suo cuore e che costituisce il suo destino. Oggi più che mai abbiamo bisogno di
ritrovare la vera umanità che è in noi, di riaccendere la sete di verità, di bellezza e di senso che
prepotentemente il cuore ci esige ma che stenta a trovare nel deserto di un mondo che ha smarrito le
tracce di Dio e per questo non capisce più dove lo portano i suoi propri passi. Noi crediamo che
sono i Santi a far ritornare Dio fra gli uomini. “Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo
dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia
illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apre il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare
all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini
che sono toccati da Dio, Dio può fare ritorno presso gli uomini” (Card. J. Ratzinger, Subiaco 1
aprile 2005)
Uno sguardo sulla sua vita
San Giovanni Leonardi nacque a Diecimo (Lucca) nel 1541. Era l’ultimo di sette figli di Giacomo
Leonardi e Giovanna Lippi. Nel seno della sua famiglia cristiana e all’ombra della torre campanaria
che svetta ancor oggi sulle case dei diecimini, crebbe e si irrobustì quella fede generata in lui al
fonte battesimale e alla mensa eucaristica della splendida pieve romanica. All’età di dodici anni i
suoi genitori lo mandarono a Villa Basilica, presso uno zio sacerdote. Così Giovanni Leonardi
trascorse la sua adolescenza tra il servizio della chiesa parrocchiale e gli studi umanistici.
Determinante fu il suo arrivo a Lucca nel 1558. Vi giunge per ragioni di lavoro. Il padre lo vuole a
bottega di speziale presso un noto farmacista di città: Antonio Parigi. Qui Giovanni impara a
chinarsi sui mali dell’uomo e della Chiesa del suo tempo. Sente forte il grido di dolore di entrambi
e, fattane la diagnosi, capisce che non bastano le conoscenze scientifiche, la pur necessaria abilità
tecnica. Nella condivisione della fede con il gruppo dei “Colombini”, il movimento laicale che a
Lucca, sotto la guida dei Domenicani di San Romano porta avanti una genuina riforma cattolica e
un cammino di formazione serio che mette al centro la Parola di Dio e i Sacramenti della Chiesa, ha
ormai maturato in sé il più profondo dei convincimenti: È Cristo, il crocifisso-risorto, il dono della
sua persona comunicato alla Chiesa e al mondo, la medicina di cui più abbiamo bisogno.
É necessario ricominciare da Cristo. Il primato di Cristo, fatto misura di tutte le cose e divenuto
criterio di giudizio e di azione, come spessissimo ripete e soprattutto vive, é il principio generatore
di una vitalità che sembrava ormai persa anche agli occhi di chi, pur lamentando i mali del tempo,
non trovava il coraggio di una terapia adeguata. Giovanni Leonardi riparte da Cristo vivo e presente
nella sacramentalità della Chiesa. La scelta di diventare sacerdote matura e si concretizza su questo
percorso. La fecondità evangelica della sua decisione trova subito riscontro nella intelligenza
pastorale che scaturisce dalla sua opera: è catechista creativo e testimone convincente delle verità
che trasmette; costruttore di pace fra le fazioni in lotta, presbitero zelante che sa coniugare
contemplazione e azione, punto di riferimento per giovani che solo aspettavano di poter
sperimentare un cristianesimo che fosse avvenimento nella loro storia e non utopia. Incominciano a
seguirlo. É così che, nel piccolo cenacolo della Chiesa di Santa Maria della Rosa, nasce il 1
settembre 1574 il primo nucleo di quello che con il tempo sarà l’Ordine dei Chierici Regolari della
Madre di Dio. Il loro stile di vita, tessuto di obbedienza a Cristo e alla Chiesa, modulato dalla
povertà e tradotto in esperienza genera diffidenza e sospetti nell’allora Repubblica di Lucca. La
loro scelta di riforma sulla scia del Concilio di Trento non é compresa in modo genuino, ma letta
con la lente dei pregiudizi politici, le mezze misure di chi teme impegni radicali o pretende
conservare lo status quo. É tra i dolorosi dissensi sperimentati che il Leonardi impara a guardare al
Cristo crocifisso e risorto. Il “Volto Santo” custodito e venerato nella Chiesa cattedrale di Lucca é
il simbolo eloquente e la sintesi indiscussa della fede che lo anima. É lì che si forma il suo ideale
cristocentrico: “Abbiate Cristo avanti in tutte le cose” (Lettera del 25 maggio 1592), che ha come
“corollario” la spoliazione interiore : “bisogna in queste cose denudarsi di ogni proprio interesse e
solo il servizio di Dio riguardare” (Ivi, 27 luglio 1601).
Il suo allontanamento da Lucca, città che sempre amò e che ripagò con un’inondazione di santità,
poté sembrare una sconfitta, ma fu il modo con cui lo Spirito trapiantò il bene e fece crescere anche
altrove la buona pianta! É a Roma, dove ora l’opera di Giovanni Leonardi acquista un respiro
universale. Sostenuto dall’amicizia di straordinari protagonisti del rinnovamento cattolico che fece
seguito al Concilio di Trento, primo fra tutti Filippo Neri, ma anche il venerabile cardinale Cesare
Baronio, san Giuseppe Calasanzio ed altri, sprigiona una dirompente passione per Cristo e per la
Chiesa evangelicamente feconda. Stimato dai Pontefici, che ne apprezzarono le virtù, ne ricevette
da loro incarichi delicati il cui successo solo può spiegarsi con la profezia dello Spirito che soffia
sulle nostre ossa morte e le rianima. Intere comunità diocesane e monastiche devono alla sua azione
la capacità di riscoperta del Vangelo e il germe della riforma della vita.
La missionarietà diventa l’inevitabile banco di verifica per la autenticità della propria fede. È così
che la missione è documentabile passo dopo passo in ciascuna tappa della vita di san Giovanni
Leonardi. Il segreto della sua missionarietà è semplice e racchiuso nell’affermazione consegnata al
papa Paolo V nel 1608: “Non ricercare i propri interessi, ma quelli di Gesù Cristo”. Verso la fine della sua esistenza questo spirito missionario che, se non avesse trovato precise indicazioni di obbedienza, lo avrebbe spinto oltre i confini dell’Italia, ha modo di materializzarsi in un progetto ardito ed innovativo che mette a punto insieme a Mons. G. B. Vives e al gesuita Martìn de Funes: formare, a Roma, uomini “all’Apostolica”, procedenti dagli stessi luoghi e ambiti a cui poi dovranno essere indirizzati. Era l’atto di nascita del futuro Collegio Urbano di Propaganda Fide che nei secoli ha forgiato migliaia di missionari, molti di essi martiri, che hanno portato ai più estremi confini della terra il nome e la persona di Cristo salvatore.
Alla scuola di Maria, che elesse patrona del suo Ordine e il cui nome divenne
programma per tutti, trovò la maestra, la sorella, la madre per il proprio cammino di discepolo,
sperimentando costantemente la sua protezione.
Giovanni Leonardi morì a Roma la notte fra l’8 e il 9 ottobre 1609. Morì sulla breccia, nel servizio
e fedeltà a ciò che lo aveva mosso dalla dolce Valle del Serchio: la ricerca del suo Volto, il Volto
dei volti, delle cui sembianze siamo continuamente pellegrini.
Fu beatificato dal Beato Pio IX il 10 novembre 1861 e proclamato santo il giorno di Pasqua del 17
aprile 1938 dal Papa Pio XI. L’8 agosto del 2006 il Papa Benedetto XVI lo ha proclamato patrono
dei farmacisti.
Eredi del carisma in una realtà nuova
Il mondo di San Giovanni Leonardi è certamente cambiato. Noi siamo invitati a rileggere la sua vita
cercando in essa ciò che è perenne e l’ispirazione per vivere oggi con quella intensità spirituale e
con il dinamismo missionario che egli ha vissuto.
Certamente é perenne il primato di Cristo su tutto. Nel passaggio culturale e sociale in cui si
sviluppa l’esistenza del nostro Santo, cominciano ad essere delineate quelle premesse che sono poi
confluite nella modernità e che ha tra i suoi sviluppi più nefasti la marginalizzazione di Dio,
l’illusione di una autonomia dell’uomo che tende a vivere “come se Dio non ci fosse”. La crisi del
pensiero moderno non é altro che il risultato della scissione tra fede e ragione e che ha avuto come
risultato un approdo nel relativismo e nell’irrazionalismo che non soddisfano più l’uomo.
Giovanni Leonardi nella sua scelta del “Cristo innanzitutto”, ci riporta alla perenne novità che il
fatto cristiano ha introdotto nella storia: l’Incarnazione, la Passione, la Morte e la Risurrezione di
Cristo. É la Persona di Gesù il centro del cosmo e della storia. Nell’incontro con Lui, si illumina il
senso della vita di ciascuno di noi e del destino che ci attende.
Oggi dobbiamo essere più che mai convinti che è di Cristo che il nostro mondo ha bisogno, che Lui
è la nostra “misura”. Non c’è ambiente che non possa essere toccato dalla sua forza; non c’è male
che non trovi in Lui rimedio, non c’è problema che in Lui non si risolva. O Cristo o niente. Questa
fu la misura di san Giovanni Leonardi! Questa è la misura dei Santi!
Perenne è l’annuncio missionario, compito mai concluso di tutta la Chiesa, che si origina nel seno
della Trinità, come ce lo descrive Gesù stesso: “Come tu, Padre, sei in me ed io in te, siano
anch’essi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21). Un amore che vive nel cuore della Chiesa e da lì, come fuoco di carità, tende ad incontrare ogni uomo. Questa è l’unica spiegazione dell’ardore, della fiducia e della libertà di parola (parrhesia) che si manifestava nella predicazione e nell’azione di Giovanni Leonardi e che tanto colpiva i suoi contemporanei. Oggi abbiamo bisogno di ritrovare questa stessa audacia rimuovendo ogni indifferenza verso la verità e il bene, ogni falso pluralismo che indebolisce la stessa ragione d’essere dell’evangelizzatore, vincendo la tentazione di una privatizzazione della fede che è di per sé già una implicita ammissione di una fede debole e non pienamente espressa.
All’intercessione di Maria, Madre di Dio e di San Giovanni Leonardi consegniamo questo nostro
impegno, certi che la “comunione dei Santi” che professiamo è garanzia di sostegno e di speranza
per le nostre comunità e per l’umanità affinché per mezzo nostro possa fare esperienza
dell’incontro con Cristo.
Insieme vi benediciamo augurandovi un buon Giubileo Leonardino!
Lucca, Santa Maria della Rosa, 1 settembre 2008
434° anniversario della fondazione dell’Ordine della Madre di Dio
+ S. E. Mons. Benvenuto Italo Castellani
P. Francesco Petrillo, OMD
Arcivescovo di Lucca Rettore Generale
Tags: 2008, biografia, centenario, giubileo, morte, S. Giovanni, santo
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